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La trilogia del Giudice Mascherato (Volume 3) – Scacco matto (parte 5)

6. -Ripeto, signore: si allontani dall’aula o verrà arrestato per oltraggio alla corte!- ripetè il giudice al Giudice Mascherato.

Accanto a me, Paolotto, continuando ad annuire vistosamente ed aggiustando la posizione dei suoi appunti sul tavolo, mi sussurrò:

-Una risposta da manuale! Questo giudice sì che sa il fatto suo!

Non sapevo se fingere di non sentirlo o rischiare una condanna per omicidio. Ci pensai un po’ su, infine decisi di soprassedere, per questa volta. Sì, proprio così.

Le mie cupe riflessioni furono interrotte da una seconda voce che tuonò nell’aula.

-Il Giudice Mascherato non rischia proprio nulla! Non finchè ci sarò io qui dentro!

Era una voce femminile che aveva parlato. Be’, per la verità aveva tuonato letteralmente. Come se fosse uscita dal nulla, adesso, accanto alla sagoma togata del mio amico Mortimer c’era lei: la Boscaiola Canadese Mascherata. Incredibilmente vestita come la sorella della mia segretaria (a differenza per la maschera che le copriva gli zigomi). Ci sarà stato qualche collegamento fra le due donne, mi chiesi, mentre la osservavo. In piedi, le gambe divaricate per bilanciare bene il peso, brandiva la sua fedele ascia laser dai poteri paragonabili soltanto al martello di Thor. Pare che una volta lei e Thor avessero avuto una piccola disputa su quale delle due armi fosse la più letale. Si cimentarono in una lunga battaglia. Molto lunga. Trascorse che furono due settimane, entrambi, stremati, ma non vinti, si fissarono con sguardi carichi di elettricità. Solo il rumore del loro fiato rompeva il silenzio di quel momento, poi Thor disse una delle sue frasi epiche: “Ci prendiamo un caffè?” Ma lei scosse il capo: “No, se non è un cappuccino!”.

Fu così che si concluse la loro epica disfida. Sì, proprio così.

In quel momento, con i due supereroi davanti a lui, il giudice che avrebbe dovuto pronunciare la mia condanna parve trasalire. Il Giudice Mascherato prese la parola.

-Ho qui un filmino da mostrarle, Vostro Onore. E chiedo che sia messo agli atti come prova.

-A favore o contro?- domandò il giudice.

-Faccia lei.- si strinse nelle spalle Mortimer.

-Questo qui sì che sa usare le parole, eh?- sgomitò il mio avvocato, più confuso che mai.

Sotto i nostri occhi, intanto, comparve uno schermo di pura energia, evidentemente visibile sia dal nostro che dal lato del giudice: dedussi che dovesse trattarsi di una proiezione olografica, un altro dei “giochetti” scientifici del mio amico Giudice Mascherato.

-Come potete tutti vedere dalle immagini,- cominciò a spiegare lui stesso, -qui vediamo Vostro Onore nel parcheggio sotterraneo del suo condominio.

-Ma questo è un oltraggio!- provò a protestare Vostro Onore.

-Lei ha proprio ragione: la ripresa non dà giustizia alla sua pettinatura!- replicò Mortimer, – Ecco, invece che compare il secondo dei protagonisti del nostro piccolo sceneggiato.

Vidi comparire sullo schermo un tipo losco con la giacca a quadri bianchi e neri e ad un tratto tutto mi fu chiaro e rammentai dove lo avessi visto prima.

-Ma quello lì non è il testimone dell’accusa?- esclamò Paolotto.

-Sì, proprio così.- risposi a denti stretti.

-Qui dentro ci sono le istruzioni.- disse lo Scacchista, perché si trattava proprio di lui), -Faccia esattamente come le ordino oppure rivelerò al mondo il suo segreto!

Accidenti, pensai: il giudice era la sua ennesima pedina!

-Credo che uscirò a cercare il bagno degli uomini!- disse lo Scacchista, alzandosi da dove era stato seduto sino a quel momento e dirigendosi verso l’uscita. L’ascia laser della Boscaiola penetrò in profondità nello stipite, facendo vibrare il manico proprio davanti al suo naso, -Ma forse sarà meglio che mi trattenga ancora per un po’.

Con un’ascia laser, sai sempre come trovare la giusta motivazione. Sì, proprio così.

Il film, intanto, era giunto al termine. Vidi il giudice rannicchiato sul suo scranno.

-Direi che non c’è da aggiungere altro.- concluse Mortimer.

-No, qualcosa la vorrei dire, invece.- replicò Vostro Onore, -Le prove incriminanti il signor Landon sono tutte state costruite ad hoc. Non esiste nessun caso di spionaggio industriale. Non è mai esistito. Posso testimoniare che la persona conosciuta da voi come “lo Scacchista”, ha dichiarato in mia presenza di voler ripetere lo stesso trucco con il quale ha messo nei guai l’imputato negli Stati Uniti.

L’aula esplose di clamore. Stavolta non era una registrazione! Balzai in piedi. Mi voltai verso il mio avvocato che mi guardava come dire: “Non poteva che finire così”. Decisi allora di voltarmi dalla parte opposta e mi trovai occhi negli occhi con la Boscaiola Mascherata. Lei mi afferrò per le spalle, mi attirò a sé e mi baciò. Poi mi lasciò andare e, prima di scomparire veloce come era entrata in scena mi disse:

-Da ora in avanti tu sei il mio fidanzato: non te lo scordare!

-Sì, proprio così.- non mi rimase che risponderle.

7. Il caso era chiuso, lo Scacchista sconfitto e a me non rimaneva altro che fare le valigie e ritornare a Chicago. Pensavo a questo quando quel mattino feci uno dei miei ultimi ingressi nel mio ufficio. Immaginatevi la sorpresa quando lo trovai completamente spoglio.

-Piccola! Che fine hanno fatto le due scrivanie, le sedie, l’attaccapanni…?

-VENDUTO TUTTO AL MERCATINO DELL’USATO PER PAGARE L’AFFITTO ED IL MIO MESE DI PAGA!

-Ma non c’è più neanche lo schedario! Tutti i dati dei miei clienti!

-DI QUESTO NON SI DEVE PREOCCUPARE: HO TROVATO SOLTANTO UN POST-IT LÀ DENTRO E HO PROVVEDUTO PERSONALMENTE A BUTTARLO NEL WATER E A TIRARE LO SCIACQUONE!

A quel punto, mi sorse spontanea una domanda.

-Abbiamo un bagno?

-Lo avevamo: sono rimasti gli attacchi dei sanitari. Ho provveduto a vendere anche quelli.

Detto questo, prese la sua borsetta e si avviò verso la porta.

All’ultimo, come se si fosse ricordata di qualcosa che avesse dimenticato di fare, si voltò e mi piantò addosso il suo sguardo indagatore.

-E NON CREDA DI CAVARSELA TANTO FACILMENTE! PARTO ANCHE IO PER CHICAGO.

Si riavviò. Si rifermò.

-Ah, si ricordi che una volta messo piede negli Stati Uniti, mia sorella aspetta che le compri l’anello di fidanzamento! Arrivederci.

Così terminava la mia avventura italiana. Lo Scacchista era finalmente stato sconfitto ed era caduto nelle maglie della giustizia.

Ce l’avevo fatta! Non potevo crederci. Ma di una cosa ero sicuro: alla fine ero riuscito a cavarmela soltanto perché non ero stato lasciato da solo alla mercè degli eventi. È proprio vero: un amico è un tesoro inestimabile. Se ha comprato in blocco l’attrezzatura di seconda mano di Batman, poi…

Sì, proprio così.

Fine

Andrea Savio

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